Per “torrentismo classico” si intende la risalita o la discesa di una valle fluviale lungo il suo corso d’acqua, sia esso perenne o meno. Lungo tutto il percorso non vi devono essere salti che non possono essere superati facilmente: di solito devono poter essere superati “in libera”, cioè senza l’ausilio di particolari attrezzature. Sul massiccio del Pollino, di questi tipi di torrenti ve ne sono vari esempi: il Coscile, nel tratto detto “Sassonia”; il Sarmento nel tratto detto “Gravina”; la Gravina di Cerchiara di Calabria (parte media del Caldanello). Ma il fiore all’occhiello del torrentismo classico sul Pollino è il Torrente Raganello che, quasi per metà del suo percorso, presenta delle particolari gole. Assieme ad esso un ruolo importante è svolto anche dal Fiume Lao (parte medio-bassa). Le differenze sostanziali fra queste due gole stanno non tanto nella lunghezza, quanto nella morfologia. Il Fiume Lao, ricco d’acqua, ha le pareti meno verticali, meno alte e più distanti. Queste caratteristiche permettono la discesa in gommone e in Kayak. Invece, il T.te Raganello può essere percorso solo a piedi. Inoltre vi sono vari passaggi da percorrere in apnea e, nella parte centrale, presenta una diga artificiale alta ben 40 metri. In compenso per la maggior parte del percorso le pareti sono altissime e molto vicine. Naturalmente questa caratteristica può avere anche lati negativi (sassaiole, piene improvvise, ecc.) che possono essere completamente evitati affrontando altri tipi di torrenti. In quest'ultimo caso, le pareti hanno la classica forma a “V” e di tanto in tanto presentano tratti inforrati, ma facilmente superabili o aggirabili. Nell’area del Pollino ve ne sono tantissimi e quasi tutti particolarmente selvaggi e intatti, con aspetti morfologici, floreali e faunistici tutti particolari. Sono da ricordare soprattutto i Fiumi Argentino, Rosa, Frida e Peschiera. 
Un'ultima considerazione sul torrentismo classico riguarda le fiumare. Esse, se percorse in periodi adatti, offrono all’escursionista le stesse emozioni che può offrire la migliore delle forre. Il loro letto larghissimo e ghiaioso, la loro storia, i loro caratteristici versanti rendono le fiumare davvero interessanti. Nel Pollino ve ne sono poche e sono concentrate nel gruppo dei monti Sparviere: Saraceno, Sarmento, Ferro e Satanasso.