La fauna presente nelle gole è molto interessante. Anche se negli ultimi tempi si è osservata una riduzione degli esemplari, soprattutto appartenenti alle specie dei rapaci, ci si può sempre imbattere in qualche specie, sempre nel rispetto del loro habitat naturale. Le specie presenti a volte sono difficili da individuare, anche perché spesso si effettua l’escursione distrattamente cercando magari specie più grandi (tipo le aquile) che, però, non si faranno mai vedere. Infatti, oltre le aquile, sono presenti tante altre specie di dimensioni minori, alcuni autoctoni, altri ospiti “forzati” caduti dalle alte pareti o trascinati dalla corrente e le specie più appariscenti.  



GRANCHIO DI FIUME 
Di solito si ritrovano i resti sui sassi, lasciati lì da qualche predatore (gazza, cornacchia…). Le tane sono a livello del fiume. Qualcuno farse qualche volta, appoggiandosi su un sasso, ha ricevuto un pizzico spaventandosi: non c’è da preoccuparsi, è assolutamente innocuo.  

CINGHIALE 
Vi chiederete senz’altro se può essere vero o meno che un animale del genere possa vivere nelle gole. Si parla di avvistamenti in qualche versante delle gole o a volte sul fondo, però, morto.

RANE 
La specie più diffusa risulta essere quella “greca”, ma di sicuro ne esistono varie. La “raganella” è stata vista in qualche terrazzo delle pareti. Localmente le rane vengono chiamate “vurracchie”.  

ISTRICE 
Questo particolare mammifero è facilmente riconoscibile quando si ha la fortuna di vederlo. Costruisce le sue tane in piccole e asciutte grotte in entrambi i versanti delle gole. La sua presenza viene rilevata facilmente grazie agli aculei caratteristici che si ritrovano a ridosso delle tane. Trattandosi di un animale prevalentemente notturno, è molto difficile incontrarlo durante un’escursione.  

COLOMBACCIO DELLE ROCCE 
Questo grazioso volatile è forse la specie faunistica più caratteristica delle gole; infatti vive solo in questi luoghi. Per fortuna ne esistono parecchi esemplari e bisogna preservarli se si vuole continuare a vederli volare da una roccia all’altra con il loro andamento caratteristico. Prediligono i posti più inaccessibili e nascosti per passare la notte e le ore calde.  

CAPRE SELVATICHE 
Qualcuno sorriderà, ma una particolare caratteristica delle gole è proprio costituita dalle capre selvatiche che pascolano fra gli alti versanti delle gole stesse. In verità vi sono pochi branchi. Anche se non è un animale nobile come lo stambecco, la sua grazia nel superare i passaggi verticale è davvero particolare.  

AQUILA REALE 
La storia dell’aquila della valle del Raganello risale alla notte dei tempi. Anticamente le aquile erano presenti in abbondanza, anche se il loro territorio di caccia era molto vasto. La valle forniva numerosi giovani esemplari, che, però,erano costretti ad emigrare alla ricerca di nuovi territori. I nidi erano costruiti in luoghi difficilmente inaccessibili, che rappresentavano una garanzia nei confronti dei nostri antenati che non potevano facilmente accederci. Tra le prede più accessibili e presenti in abbondanza vi erano serpenti, giovani caprioli, lepri e animali d’allevamento. L’uomo la definiva in vari modi (“Aquéhe”, “Viture”, “Fahéccone”) e veniva considerata come simbolo di grandezza, potenza ed inviolabilità. Tutto ciò è durato fino a qualche anno, poi anche per le aquile, come per quasi tutti gli animali selvatici, sono cominciati i guai. Nelle gole, oltre al Parco, vi è un’oasi naturale orientata costituita in precedenza (D.M. 424 del 21/07/87) e gestita dal Ministero Agricoltura e foreste e da Corpo Forestale dello Stato. In questo modo, si è pubblicizzata al massimo la zona senza attuare le leggi. Di questo ne hanno approfittato bracconieri e menefreghisti che ne hanno fatto il loro territorio di caccia, depredando un nido ed uccidendo alcuni esemplari (sempre secondo il racconto dei pastori). Vi sono, però, anche casi provati. Il primo caso ufficiale risale a gennaio del 1982 al Alessandria del Carretto in località Saraceno (valle adiacente a quella del Raganello). Qui è stato ucciso un giovane esemplare da un cacciatore che ne voleva fare un trofeo. L’aquila è stata recuperata ed attualmente si trova esposta, imbalsamata, nella sede comunale dello stesso paese. Sempre dal comune di Alessandria del Carretto, ci viene offerto il secondo caso ufficiale, risalente all’autunno del 1990: un esemplare adulto è stato trovato morto probabilmente per avvelenamento nei dintorni della vetta del monte Sparviere.

BISCE O VIPERE?
Bisogna dire che nelle gole vi sono vari esemplari di serpenti, innocui o velenosi che siano. Si trovano nell’acqua, nelle pietraie, sui sentieri, nei campi, nei ruderi e alcune volte persino in macchina! Tutto ciò, però, non deve spaventare, visto che per natura il serpente scappa quando sente le vibrazioni dell’uomo. Se, però, vi capita di essere morsi, non bisogna farsi prendere dal panico: agite intelligentemente. In questo caso, prima di avventurarsi in qualsiasi escursione, sarebbe buona norma apprendere le regole fondamentali di pronto soccorso. I serpenti che sono trattati qui di seguito sono quelli conosciuti dai locali ed indicati con i nomi dialettali poiché la loro classificazione non è facile.  

VERME NIVERE O SCURZÒNE 
Il primo nome in italiano significa “verme nero” o meglio “serpente nero”. Il secondo nome, anche se con qualche dubbio, fa riferimento alla parole “scorzone”, cioè “scorza, pelle dura”. Queste due definizioni rispecchiano totalmente le caratteristiche principali e appariscenti di questo serpente non velenoso. È molto aggressivo se attaccato soprattutto durante l’accoppiamento. Oltre a mordere ripetutamente, usa la coda come uno scudiscio, almeno secondo la tradizione popolare. Non è presente particolarmente nelle gole, visto che non ama l’acqua, ma lo si può incontrare facilmente nei sentieri che conducono ad esse. È chiamato così in quasi tutto il meridione.