La Gravina di Cerchiara
In alcuni luoghi dell’Italia meridionale, in particolar modo in Puglia, per “gravina” o “garavìna” si intende un luogo di passaggio di un torrente in versanti particolarmente vicini, rocciosi e molto accentuati: la traduzione, insomma, del termine italiano “gola” o dell’inglese “canyon”. Nel Pollino orientale ce ne sono diverse, una delle quali adiacente al paese di Cerchiara, che viene chiamata appunto “Gravina di Cerchiara”. Si tratta di un classico orrido, con caratteristiche tipiche di questi luoghi, ma in un certo senso del tutto particolari, soprattutto per l’esigua limitatezza volumetrica del suo fondo.
Ad un certo punto il Torrente Caldanello, incontrate le dure rocce calcaree del versante NE del Monte Sellaro, a una quota di circa 600 m slm, tutto d’un colpo e quasi a mo’ d’inghiottitoio penetra in esso. Stranamente il canyon non si è formato per differenza geologica ma per una sorta di grande spaccatura che in milioni di anni si è aperta proprio nelle ultime sporgenze calcaree del Sellaro orientale. Per questo motivo il versante sinistro idrografico, rispetto a quello opposto, presenta piccole pareti rocciose sormontate dai terreni sciolti. Il versante destro idrografico è decisamente più maestoso, sicuramente dominante nel vero senso della parola: a partire dalla sommità del Monte Panno Bianco (1330 m s.l.m.), una ripidissima scarpata – denominata Cessuta a monte e Costa del Ponte a valle – prima pian pianino, poi tutto d’un colpo, si trasforma in un impressionante baratro particolarmente verticale (con la presenza di alcuni terrazzi). È senz’altro il lato migliore della Gravina, che con andamento molto tortuoso ha termine dopo circa 4 Km, a una quota del suo alveo di circa 170 m e col notevole dislivello di circa 400 m; si è ormai quasi in piena pianura.
La fauna e la flora presente alla base della Gravina e nei suoi più prossimi versanti è interessante. Fra i volatili spesso si notano coppie di gheppio e altri piccoli rapaci diurni, civette, colombacci, corvi, e cornacchie oltre una variegata rappresentanza di passeriformi. Fra gli animali a quattro zampe, quello più particolare è certamente l’istrice, ma vi sono diversi esemplari di tasso e volpe. Purtroppo per l’alto inquinamento dell’acqua non sono presenti, come in altri canyons, animali acquiferi se non qualche esemplare di biscia dal collare.
La flora è tipica mediterranea, con presenza nel versante destro idrografico di fitti boschi di leccio e molti esemplari di carpino e fillirea e nutrite corone di euforbia cespugliosa. È inoltre ben diffusa la tradizione popolare legata a mostri ed esseri vari dimoranti nei suoi recessi.
A partire dalla preistoria, la presenza umana è stata notevole. Le testimonianze ci vengono dalla stessa Cerchiara di Calabria, luogo di sicuro insediamento sin dall’età del ferro, e dai diversi siti archeologici lì gravitanti. Nella parte inferiore della Gravina, qualche secolo addietro, per attraversarla più comodamente l’uomo ha costruito un bellissimo ponte in pietra e calce.